Pietro Andrea Vallati (Attivo a Roma nel 1816-1894)
Caccia al cinghiale presso la campagna romana dell’Acquedotto Claudio rappresentato sullo sfondo a destra
La presente schedatura costituisce la prima biografia completa di questo valente artista, di cui non si conoscono gli estremi biografici. Le notizie che abbiamo su Vallati si evincono unicamente dallo spoglio delle cronache del tempo e dalle date apposte sulle sue opere emerse sul mercato antiquario, attualmente dodici, che vanno dal 1833 al 1888. In uno di questi dipinti, a tergo del telaio, è presente un’antica etichetta che riporta il nome di Andrea Vallati, anziché Pietro, e gli anni di attività tra il 1856-1894. Questo nome, tuttavia, non trova riscontro in nessun documento se non nel monogramma “AV” apposto nell’opera in esame, indubbiamente da considerare del Vallati. È probabile che il nome completo del pittore sia stato, appunto, Pietro (Andrea) Vallati. La prima notizia che abbiamo sull’artista è del 27 settembre 1816, quando è menzionato nel giudizio di fine anno della Pontificia Accademia di Belle Arti detta di San Luca. Questa ci informa che il giovane Vallati, che frequentava la Scuola del nudo, non si era classificato nella premiazione per via di imperfezioni nell’esecuzione dei disegni. Le cronache riferiscono che aveva lo studio in via Margutta n.5, al primo piano, e lo ricordano come il primo pittore italiano di animali feroci, con la specialità delle cacce ai cinghiali, scelta iconografica motivata dal suo passato trascorso di cacciatore. Oltre alle cacce, Vallati era solito ritrarre animali, con la preferenza dei cani, che rappresentava in paesaggi raffiguranti la campagna di Ostia o l’acquedotto Claudio. Produsse tele di piccolo, medio e grande formato e si cimentò anche nella produzione ad acquerello destinata ai turisti stranieri. Vallati intraprese, parallelamente a quella di pittore, la professione di mercante d’arte, almeno fin dal 1835, data in cui acquista dal principe Livio Odescalchi un piccolo dipinto, scopertosi poi del Correggio, che gli costò una causa che si protrasse fino al 1839, vincendola in primo grado di giudizio. Nel 1847 sappiamo che contattò la National Gallery di Londra per promuoversi come procacciatore di opere italiane, mentre nel 1858 era riuscito ad acquistare a Montefiore dell’Aso, vicino Fermo, una buona porzione della predella di Carlo Crivelli che rivendette alla collezione Cornwall Legh. Nel 1859 vende alla National Gallery di Londra lo scomparto raffigurante Cristo in pietà, del medesimo polittico di Montefiore, e nel 1862 al Musées Royaux de Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles gli scomparti raffiguranti la Madonna col Bambino e il San Francesco d’Assisi.
Technique: Olio su tela
Size: cm 35 x 45.5
Base price € 800